Parola di Francesco: incontinenza, non c’è nulla di cui vergognarsi

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Parola di Francesco:  incontinenza,  non c’è nulla di cui vergognarsi

Ma non è facile convivere con i disturbi da incontinenza che spesso creano imbarazzo, tanto che risulta  difficile parlarne anche con il proprio medico, e possono incidere anche pesantemente sulla qualità della vita.

L’incontinenza colpisce soprattutto le donne e gli anziani e si colloca al quinto posto nell’elenco delle malattie a maggior impatto economico sul sistema nazionale: ne soffrono, infatti,  oltre 5 milioni di italiani e chi ne è afflitto in maniera grave  può ottenere l’invalidità civile sulla base del  DDL 791.

Cos’è  il riconoscimento di invalidità civile

Si tratta di  un insieme di diritti che vanno dai sussidi economici, in proporzione alla percentuale di invalidità, alla dichiarazione dello stato di handicap secondo la legge 104, all’iscrizione alle categorie protette anche in ambito lavorativo, alla fornitura gratuita degli ausili, ivi compresi quelli per incontinenza,  anche se non esiste una disposizione generale e il criterio della fornitura cambia da una regione all’altra.

Come funziona nella nostra regione

Non è facile tradurre il linguaggio burocratico, ma proviamoci.

La fornitura di protesi, ausili ed ortesi (apparecchi  correttivi e non sostitutivi degli arti) rientra tra le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale per assicurare il recupero funzionale e sociale delle persone disabili.

Nella nostra regione, gli aventi diritto sono:

  • invalidi civili, di guerra o per servizio, videolesi, sordomuti e minori con necessità di prevenire, curare o riabilitare un’invalidità permanente
  • invalidi in attesa di accertamento che abbiano necessità di un accompagnatore o siano impossibilitati a svolgere le attività quotidiane senza assistenza
  • soggetti in attesa di riconoscimento nei quali la Commissione medica abbia riscontrato una menomazione che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore a 1/3
  • persone che abbiano subito ” –tomie” (cioè incisioni, resezioni, aperture o interruzioni chirurgiche di un organo, come  laringe o  trachea) o “stomie” (ovvero interventi chirurgici di apertura di un organo cavo, al fine di metterlo comunicazione con l’esterno o con un altro organo), i portatori di catetere permanente, gli affetti da incontinenza stabilizzata o da gravi patologie che lo obblighino a letto
  • soggetti che abbiano subito amputazione o un intervento demolitore all’occhio e donne che abbiano subito una mastectomia
  • ricoverati in una struttura sanitaria riconosciuta, pubblica o privata, per i quali il medico attesti la necessità di protesi, ortesi o ausili

Come ottenere l’erogazione gratuita

La procedura prevede quattro fasi:

  • la prescrizione da parte di un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale, dipendente o convenzionato, competente circa la tipologia di minorazione o disabilità per cui viene fatta la richiesta o, per i soggetti ricoverati, del medico responsabile della struttura
  • l’autorizzazione che viene rilasciata dalla ASL di residenza del richiedente dopo la verifica dell’effettivo diritto, la corrispondenza tra la prescrizione ed i dispositivi riportati nel Nomenclatore Tariffario (l’elenco di tutti i presidi medici erogabili gratuitamente nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale), il rispetto dei tempi di rinnovo nel caso di successive forniture
  • la fornitura, normalmente effettuata dopo circa una settimana, che può essere ritirata in farmacia o viene consegnata a domicilio
  • la fase finale dell’iter di concessione per gli ausili avviene entro 15 giorni dalla fornitura, quando la struttura invita il paziente a presentarsi per il collaudo:  attenzione,  mancare l’appuntamento può comportare sanzioni.