Clelia: influenza, tutto quello, o quasi, che dovresti sapere

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Clelia: influenza, tutto quello, o quasi, che dovresti sapere

Il nome “influenza” deriva dall’antica concezione astrologica che riteneva la malattia causata dall’influenza, appunto, degli astri e i suoi sintomi furono descritti già 2400 anni fa da Ippocrate

Cos’è

Si può parlare di “vera influenza” quando ci sono almeno tre di questi sintomi contemporaneamente: febbre elevata, dolori muscolari e/o articolari e sintomi respiratori come  tosse, mal di gola, congestione  nasale e, nei bambini soprattutto, anche nausea e vomito.

Le previsioni per quest’inverno  parlano di un’intensità media e di circa 5 milioni di italiani colpiti (l’anno scorso furono 7) e anche se l’esperto sottolinea che  «dipenderà anche dal meteo», è priva di fondamento scientifico la credenza che l’insorgere dell’influenza sia direttamente legato al freddo.

Se, effettivamente,  sembra che il virus possa sopravvivere più a lungo su superfici esposte a temperatura rigide, non è  chiaro il motivo dell’insorgenza stagionale dell’infezione, mentre  una probabile spiegazione della sua diffusione è che, passando più tempo in luoghi chiusi, le persone sono a più stretto contatto.

Come si trasmette

L’influenza, infatti, si trasmette principalmente per via aerea o toccando superfici e oggetti infetti, quindi il  “galateo respiratorio” è importante: coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce ed eliminare subito i fazzoletti usa e getta è importante per limitare la diffusione dell’infezione.

A proposito, le persone influenzate  sono più contagiose tra il secondo e il terzo giorno e i bambini lo sono più degli adulti.

Come prevenirla

In termini di prevenzione, oltre a una buona igiene personale e un’alimentazione corretta, magari associata a integratori vitaminici e/o erboristici come l’echinacea, il ribes nigrum e la propoli, la difesa più efficace resta il vaccino, indispensabile – e gratuito – agli anziani sopra i 65 anni, alle persone a rischio di complicanze, alle donne in gravidanza e agli operatori sanitari.

Il vaccino è annuale e viene distribuito a ridosso dell’epidemia influenzale – che in Italia, di solito, si concentra tra fine dicembre e fine febbraio – perché offre una copertura di 6/8 mesi: la campagna vaccinale 2018  sarà  tra novembre e la prima quindicina di dicembre.

E se arriva?

Nella maggioranza dei casi la terapia è prevede l’assunzione di farmaci ad azione analgesica, per lenire i dolori, e antipiretica, per abbassare la febbre, riposo e un’alimentazione leggera e ricca di liquidi.

Anche in questo caso, un valido aiuto proviene dalla natura: preparati a base di astragalo, sambuco, prunella, echinacea, spirea o semi di pompelmo, da scegliere in base ai sintomi prevalenti, sono tra i più efficaci.

Infine, è bene ricordare che per i bambini e gli adolescenti  è consigliato il paracetamolo al posto dell’acido acetilsalicilico e che gli antibiotici sono inutili, a meno che non sia il medico a prescriverli.